Il Montalbano

413756501_3e16b7e309_b Il Montalbano é un sistema collinare e montuoso che separa il Valdarno superiore dal Valdarno inferiore e raggiunge l’altezza di 627 metri s.l.m. Si stacca dall’Appennino e giunge sull’Arno presso la strettoia della Gonfolina; è delimitato da un lato dal bacino dell’Arno e dall’altro dal bacino del suo affluente Ombrone pistoiese

Storia e luoghi d’interesse

Il Montalbano meridionale è stato interessato dalla presenza umana fino dal Paleolitico, anche se le tracce rimaste sono piuttosto scarse. Nella zona sono numerose le testimonianze etrusche, soprattutto nell’area attorno Comeana dove sono state rinvenute varie tombe , ad Artimino i resti di un’importante centro urbano (uno dei pochissimi a nord dell’Arno), di un’area sacra e della necropoli di Prato Rosello e un’ area sacra sul crinale a Pietramarina. La posizione particolare tra Pistoia, Prato e Firenze, e le caratteristiche ambientali tra pianura e collina, hanno avuto un peso determinante nell’evoluzione storica della zona, soprattutto nel XIII secolo. L’area infatti, fin dall’alto medioevo, faceva parte quasi interamente del contado pistoiese ed era munita di un vasto sistema di castelli e fortificazioni. Il sistema difensivo pistoiese faceva perno proprio sul Montalbano con i castelli di Serravalle, Monsummano Alto, Montevettolini, Larciano, Cecina, Lamporecchio, Vinci, Tizzana, Carmignano, Artimino, Capraia. Tra il XIII ed il XIV secolo tutto il territorio del Montalbano fu terreno di scontro tra Firenze, Pistoia e Lucca e teatro delle imprese di Castruccio Castracani, fino al completo predominio di Firenze.

Del periodo medievale sono caratteristici il borgo di Artimino, il castello di Larciano e numerose pievi e chiese sparse nella campagna.

In epoca rinascimentale, nel XVI secolo, Il Montalbano divenne luogo di svago preferito dei Medici. I vari granduchi usarono il Montalbano come una riserva di caccia, e vi edificarono ville poste sui margini del rilievo.

Nell’area di crinale del Montalbano era inclusa nell’immensa riserva di caccia granducale, denominata Barco reale. Numerose sono inoltre le fattorie storiche della zona che producono attualmente olio e vino.